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  • Un supervisore: rigore scientifico per il Consorzio

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    Il Consorzio Servizi Sociali dell’Olgiatese lancia la sfida dell’innovazione, provando a misurare l’impatto e l’efficacia sociale dei servizi erogati al territorio.

    Un cambio di paradigma che, a ben guardare, rappresenta il futuro nel mondo del terzo settore. Non è possibile continuare a pensare l’intervento sociale come una mera risposta ai soli bisogni che vengono intercettati dai servizi. I bisogni sono molteplici, le risorse pubbliche sono ridotte al lumicino e le possibilità di risposta devono necessariamente coinvolgere l’intera comunità. Il significativo cambio di passo è promosso dal suo direttore, Andrea Catelli, e declinato nel percorso di supervisione scientifica stretto con l’Università degli Studi di Padova, nella persona del prof. Gian Piero Turchi, docente di Psicologia clinica, e luminare molto apprezzato nel settore, che ha suggellato una ricerca durata 30 anni, con la definizione del “termometro sociale”.

    L’ambizione del rigore scientifico non è tanto nella idea del rapporto con la comunità, non nuova in ambito sociale. L’obiettivo è quello di introdurre strumenti rigorosi di misurazione dell’impatto delle azioni attivate.

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    Il primo momento di riflessione è andato in scena martedì pomeriggio, con una lezione, dal titolo “Per la promozione della coesione sociale nella comunità”, tenuta nell’ateneo padovano, alla quale hanno partecipato anche vari operatori e responsabili.

    «Il nostro obiettivo – ha spiegato il professor Turchi – è produrre, sulla base di presupposti teorici-metodologici, strumenti di misura, che consentano di entrare nel merito della valutazione delle politiche sociali prodotte e dei servizi erogati».«L’azione e l’identità di chi è impegnato in ambito sociale – ha continuato – non possono più essere schiacciate su un mero bisogno assistenzialista, secondo il modello determinista causa-effetto in voga finora (per molte ragioni, tra cui la sempre più crescente penuria di risorse economiche, destinato a fallire), bensì devono nutrire la forza e il coraggio di proiettarsi sulla continua ridefinizione dell’assetto relazionale, fondato sulle interazioni».

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    Insomma, agire nella comunità, che è oggetto molto più ampio e trasversale della società, e porre al centro l’interazione: caratteristica pregnante che connota la specie umana differenziandola dalle altre. «L’interazione, tipica caratteristica della specie umana – ha concluso il docente – porta con sé la coesione sociale, la comunità e la regola: tutti elementi che contribuiscono a ridurre il grado d’incertezza proprio delle scienze sociali e dei rapporti umani». «Il vostro compito – ha detto rivolgersi a mo’ dì monito agli operatori – è quello di anticipare le situazioni critiche, inserendo di volta in volte regole capaci di garantire la stabilità temporanea dell’assetto interattivo in cui operate così da poter esprimere risposte concrete per i cittadini».

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    Nella collaborazione avviata, è previsto pure un incontro con gli Amministratori dei 21 Comuni che compongono il Consorzio. «Riteniamo sia opportuno come Consorzio proporre ai nostri Sindaci e ai nostri operatori percorsi simili, utili a ragionare sul senso e l’identità che muovono il nostro agire, trasmettendo sapere, puntando sul why how e sul know how insieme, uscendo dagli schemi angusti del lessico sociale tradizionale, e diventando noi stessi fattori di innovazione con la misurazione dell’impatto e dell’efficacia sociale del nostro lavoro».

     

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