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  • La bellezza della Casa di Paolo e Piera: una famiglia per le famiglie!

    PEP

    La Casa di Paolo e Piera è un luogo speciale dove accadono cose speciali. Una famiglia per tante famiglie. Un’opportunità per chi pensava di essere destinato a non averne o, al meglio, di averne di limitate, ridotte, parziali. Una feritoia di speranza affacciata sul futuro. Una struttura, di proprietà della Fondazione Paolo Fagetti Onlus, per ospitare minori che convivono con disabilità intellettive e relazionali, sostenendo e accompagnando le loro famiglie.

    Lì, grazie al know how messo a disposizione dagli operatori del Consorzio Servizi Sociali dell’Olgiatese (ente gestore del centro) e dell’associazione Dono (acronimo per Dare all’Olgiatese Nuove Opportunità), si concorre, ogni settimana, ogni giorno, a trasformare l’ordinario in straordinario, diventando un saldo punto di riferimento per il territorio. Coniugando professionalità e passione, serietà ed empatia. Scavando in profondità per portare in superficie il “talento” custodito da ciascun bambino; perché il mondo non si mantiene che per il fiato dei bambini.

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    Se non la conoscete ancora, il consiglio è quindi quello di visitarla almeno una volta: di questi tempi, un po’ cupi, zavorrati da paura, incertezze, e male banale e folle insieme, equivarrebbe a respirare ad ampi polmoni una boccata d’aria pura, di bene messo in circolo, di coraggio umano, di emozioni che aprono i sorrisi e molto altro ancora.

    Non subito, però. Bisogna attendere settembre, perché anche la Casa di Paolo e Piera andrà presto in vacanza. Sabato sera scorso, la festa di chiusura delle attività. C’erano proprio tutti: bambini, genitori, familiari, educatori, psicologi, volontari, amici, il Cda della Fondazione, il suo presidente, Enrico. Una festa nella festa. Un rapido conteggio suggeriva una settantina di persone. Se si provava, tuttavia, a cambiare l’unità di misura, soppesando la gioia sprigionata da certi sguardi, la conta poteva salire vertiginosamente: tutto il mondo, per un istante, fermo a gustarsi la bellezza scaturita dalle relazioni umane lì intessute, la gioia generata dallo stare semplicemente insieme in quel fazzoletto di terra, acquartierato in Olgiate Comasco, all’imbrunire di un afoso sabato di luglio.

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    Per definire con esattezza il sentimento solido di allegria respirabile ovunque, più che snocciolare i numeri e le attività che Casa di Paolo e Piera promuove durante l’anno – “I Sabati di Respiro”, due volte al mese, con le attività ludico-ricreative per 16 bambini; i laboratori terapeutici in settimana; il campo estivo a giugno – serve indagare le ragioni che muovono chi questi progetti vive e chi questi progetti coinvolge.

    Bisogna, per esempio, colloquiare al volo con Francesca Casartelli, psicologa e coordinatrice del servizio “I Sabati di Respiro”, che parte da una canzone di Arisa, Penso a Te, per trovare le parole di una missione.

    «Abbiamo scelto la canzone di Arisa per accompagnare il video realizzato con i bambini che frequentano “I Sabati di Respiro”. Lo abbiamo proiettato questa sera davanti a famiglie e volontari perché il testo è molto significativo per il nostro lavoro: dice “ognuno ha qualcosa dentro di sé, e basta cercarla, veder di trovarla, capire dov’è”. Questo è il motore del nostro lavoro con i bambini, che con ciò che fanno ci emozionano e ci fanno vedere il bello e il possibile». E se le chiedi com’è stato l’anno appena trascorso, nella risposta Francesca riesce a tenere insieme fatica e felicità, quasi che la seconda non fosse raggiungibile se non passando attraverso la prima: «E’ stato un anno intenso perché ogni bambino ha le proprie caratteristiche e le proprie sfumature. Ma, credimi, tutti i giorni, tutti i sorrisi e i mondi che i bambini ci fanno scoprire ci permettono di portare avanti il nostro servizio!».

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    La bontà e il candore di questo spirito sono epidermici, li tocchi con mano. Così, a ben vedere, non sorprende quanto ci confida Giulia, madre di una bambina che ha frequentato le attività del Cse Casa di Paolo e Piera e il centro estivo.

    «E’ il 2° anno che mia figlia frequenta il centro estivo presso la “Casa di Paolo e Piera” – esordisce – È stata un’esperienza sorprendentemente positiva, ricca d’iniziative estremamente valide e arricchenti per i bambini. Mia figlia viene volentieri, mi sembra anche che apprezzi il clima famigliare che si respira in questa Casa: sembra proprio di entrare come in una grande famiglia e questo riguarda non soltanto gli operatori che qui lavorano, ma anche i volontari che frequentano questo centro e i simpatizzanti che ogni tanto vediamo impegnati qui».

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    Appunto, una famiglia per le famiglie. E non solo. Una comunità sincrona con le esigenze di ciascuno e capace di innescare relazioni umane di valore. «Sì – continua Giulia, avvalorando quella che ormai non è più sensazione, bensì una certezza – Uno degli aspetti più importanti per un centro come questo è non soltanto la professionalità di chi ci lavora o la validità in sé delle iniziative proposte, ma anche la capacità di entrare in sintonia e di creare un clima appunto famigliare, amichevole: forse questo è quello di cui più si ha bisogno in realtà».

    E c’è pure chi si mobilita, raccogliendo fondi. Così sabato sera la ciliegina sulla torta l’hanno aggiunta i membri del Motorclub Ratzi, con una donazione alla Fondazione di seicento cinquantacinque euro.

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    «Ringrazio loro come ringrazio tutti, il Consorzio e l’Asssociazione Dono per la magnifica serata – ha commentato, a margine, Enrico Fagetti, presidente della Fondazione Paolo Fagetti Onlus – È veramente bello vedere come la parola diventa dono con le opere concrete. Siamo una grande famiglia».