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  • Come nasce un’amicizia spontanea

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    Il Centro Diurno Disabili e la Scuola dell’Infanzia: storia di come nasce un’amicizia spontanea.

    Uggiate Trevano, in Via Dante Alighieri, dal 2015, ospita il secondo Centro Diurno per Disabili del Consorzio Servizi Sociali.

    Da allora ad oggi la struttura ha allargato la squadra degli operatori e il numero degli utenti accolti. E tra le diverse iniziative promosse in collaborazione con il territorio e gli enti che lo animano, spicca l’amicizia – sì, avete letto bene, l’amicizia – stretta con i bambini e le maestre della Scuola dell’infanzia Suor Tomasina Pozzi. I vicini di casa, insomma.

    «L’idea – spiega Francesca Casartelli, psicologa e responsabile del Cdd – nasce dalla volontà di far incontrare due servizi del territorio che sorgono uno accanto all’altro».

    Da entrambi le parti, la curiosità inziale era forte, difficile da contenere: con i bambini a chiedere chi fossero i loro vicini adulti e i ragazzi del Cdd altrettanto desiderosi di conoscere i fanciulli che giocano e corrono e gridano a pochi metri di distanza dalle loro aule.

    «Abbiamo pensato quindi – continua Casartelli – di proporre, dall’inizio di febbraio tramite una riflessione di condivisione e strutturazione del progetto con i referenti della scuola, un incontro settimanale, una volta presso la scuola dell’infanzia, una volta presso il Centro, scandendo lo stare insieme con momenti di gioco e laboratori, dove si cerca e si alimenta la relazione».

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    S’intravede già, con un po’ di sforzo, la bellezza e l’importanza di quest’attività, basata sulla spontaneità dei più piccoli e sul desiderio di attivarsi, per fare amicizia, dei più grandi.

    «L’aspetto più bello di questi momenti è l’incontro tra il bambino e l’adulto. Non c’è nessuna infatilizzazione dei nostri ragazzi. Al contrario, è vincente la forma d’interazione prevista perché la spontaneità dei bambini si modula perfettamente alle particolarità dei ragazzi. Così può capitare, giusto per fare un esempio, che un nostro ragazzo tamburelli sul tavolo con le dita, e il bambino riprenda quel gesto, trasformandolo nel tempo da tenere per la musica e l’improvvisazione di un balletto simpaticissimo».

    I bambini quando vengono al Centro «portano gioia, creando una relazione festosa con i nostri ragazzi, alcune volte espressa nei laboratori (arte libera, musica, creatività su carta); altre nel semplice piacere di stare insieme».

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    Di norma, quando il Cdd è in trasferta si muovono 4, 5 ragazzi, mentre quando “gioca in casa” il numero dei bambini è più cospicuo, variando dai 10 ai 15.

    «In questo modo – chiosa la psicologa – contribuiamo a promuovere la partecipazione attiva alla vita della scuola dell’infanzia; a promuovere l’incontro, molto concreto, della quotidianità, generando nei nostri ragazzi anche competenze di attivazione personale».

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